Il gruppo di neuroni che costituisce il nucleo soprachiasmatico è in grado di ripristinare il bioritmo circadiano subito dopo pochi giorni nei ratti aritmici in cui viene trapiantato.
È interessante notare che il nucleo soprachiasmatico del donatore ripristina i bioritmi dell’organismo ricevente anche se non ha ancora stabilito connessioni neuronali con il cervello dell’animale o addirittura se viene trapiantato in una parte del cervello diversa dalla sua sede naturale.

Il nucleo soprachiasmatico, orologio biologico nei mammiferi, ha un periodo che, in assenza totale di stimoli esterni, è leggermente diverso dalle 24 ore. Lo scarto può variare da alcune decine di minuti a qualche ora a seconda della specie o anche per la normale variabilità individuale all’interno di una specie.
Per questo il nucleo soprachiasmatico ha un nervo dedicato che proviene dall’occhio e reimposta la sua oscillazione alle 24 ore ad ogni alba o tramonto.

Il nucleo soprachiasmatico, un ammasso di cellule neuronali situato nella parte anteriore dell’ipotalamo, anche se asportato dal cervello e mantenuto in vita in soluzione fisiologica, mantiene un’attività elettrica ritmica con un periodo di circa 24 ore.
Il nucleo soprachiasmatico è a tutti gli effetti un orologio biologico in grado di generare e mantenere autonomamente un ritmo circadiano nei mammiferi.

Sembra che il “terzo occhio” del buddismo, visualizzato con la meditazione in un punto preciso all’interno della testa, coincida con la parte anteriore dell’ipotalamo (in particolare con i due nuclei soprachiasmatici) che è fondamentale nella regolazione ormonale del ritmo circadiano nei mammiferi. È interessante notare come, tramite la meditaziene e l’ascolto del corpo, alcune culture orientali siano arrivate ad una scoperta neurofisiologica e di anatomia interna.