Dopo 13 o 17 anni dalla nascita, a seconda della specie di appartenenza, le forme giovanili delle cicale abbandonano la vita sotterranea ed emergono per trasformarsi in adulti.

Si è capito che questi insetti riescono ad accorgersi degli anni che passano dalla variazione di composizione chimica della linfa vegetale di cui si nutrono in corrispondenza della fioritura. Non sappiamo però in che modo riescano a contare e a memorizzare il numero di anni trascorsi.

Valutare il tempo trascorso è una capacità innata in molti animali.
Un uccello a caccia di larve o di insetti nel terreno sa quanti secondi dedicare ad ogni sito di ricerca in modo da ottimizzare tempi e risultati.
Uno scoiattolo, oltre a tenere a mente dove ha nascosto i vari tipi di cibo, sa anche quando tornare per consumarli prima che vadano a male, tenendo conto, per ognuno, della loro diversa deperibilità.

Nei moscerini della frutta, l’eclosione, cioè l’emersione dell’adulto dalla pupa, segue un ritmo circadiano pur avvenendo una sola volta nella vita dell’insetto.

Infatti, tutte le eclosioni avvengono in media nelle prime ore dell’alba per dare il tempo all’individuo adulto di distendere le ali e di asciugare il suo esoscheletro senza essere danneggiato dalle temperature più alte del giorno inoltrato.

Se un moscerino completa la sua metamorfosi in un’ora del giorno che non cada all’alba, aspetta l’alba successiva per emergere dalla pupa.

Non tutte le api sono efficienti nel ritrovare la fonte di cibo indicata dalle loro sorelle bottinatrici. Sbagliano spesso e tornano più volte all’alveare per recepire l’informazione e ritentare nuovamente la localizzazione del cibo.

Nel complesso l’errore torna ugualmente utile all’alveare poiché spesso le operaie imprecise, nel loro vagabondare, scoprono per caso nuove fioriture.

L’accorciamento del giorno, in autunno, stimola il beccafico a migrare verso terre equatoriali per svernare. Tuttavia, non può utilizzare lo stesso sistema per capire quando tornare al nord perché intorno all’equatore il giorno e la notte durano entrambi circa 12 ore per tutto l’anno.

Il beccafico ha quindi un orologio interno circannuale, oltre a quello circadiano di 24 ore, che lo rende cosciente anche del giorno dell’anno in cui si trova e che lo spinge a tornare al nord con la bella stagione.

Anche se sono insetti sociali dal comportamento molto complesso, le api non pensano. Eseguono azioni e attività in modo meccanico, seguendo delle istruzioni insite nel loro essere.

In linquaggio informatico e semplificando, è come se le api seguissero una subroutine fino ad uno stop, dopodiché iniziano a seguire la subroutine successiva innescata o meno da stimoli esterni.